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14 Agosto 2022

Odontoiatra, dentista, igienista dentale: la gente comune fatica a comprendere la differenza (se esiste) tra queste figure importanti. In questo articolo ci occuperemo di fare chiarezza mostrando la differenza tra odontoiatra e dentista e tra dentista e igienista dentale. Vedremo le mansioni di quest’ultima, se è un medico e quando è bene rivolgersi all’igienista dentale. 

Differenza tra odontoiatra e dentista

In realtà c’è ben poca differenza a parte il percorso di studi per arrivare ad svolgere la stessa attività: prendersi cura del cavo orale nelle sue molteplici affezioni: dalla semplice otturazione di una carie agli interventi chirurgici più complessi su bocca e arcate dentali propri dell’implantologia e odontostomatologia. Il dentista si è laureato in Medicina e Chirurgia e si è specializzato in Odontostomatologia mentre l’odontoiatra si è laureato in Odontoiatria e protesi dentale. Quindi, lo ripetiamo, entrambi si occupano di prevenire, diagnosticare e curare le patologie più comuni ma anche le più complesse del cavo orale. Chi è invece la nuova figura dell’igienista dentale?

Differenza tra igienista dentale e dentista

L’igienista dentale non è una figura nuova. Nasce in Italia nel 1976 con un corso di due anni ma fatica ad essere riconosciuto. Nel 1981 nasce la AIDI, l’Associazione Igienisti Dentali Italiani e nel 1989 questa associazione è l’unico membro che rappresenti l’Italia all’interno della Federazione Internazionale Igienisti Dentali. È solo nel 1988 attraverso il Decreto Ministeriale n. 30, 26 gennaio, che viene riconosciuta giuridicamente la figura professionale dell’igienista dentale. 

Di cosa si occupa l’igienista dentale e quali sono le differenze tra questi e un dentista? L’igienista dentale è assimilabile a un operatore sanitario che ha conseguito un titolo accademico in Igiene Dentale e si occupa in particolare della prevenzione delle affezioni oro-dentali. All’igienista possono essere date indicazioni dal dentista o dall’odontoiatra. Lavora anche in assenza del dentista e/o in collaborazione con questi. 

Quindi l’igienista dentale è un medico? Essendo un laureato è Dottore in Igiene mentale ma non è un medico ovvero non può effettuare interventi di nessun genere nella bocca dei pazienti in quanto non è odontoiatra o dentista. In sostanza, possiamo affermare che il dentista può eseguire anche i compiti che assolve l’igienista dentale mentre non è vero l’inverso ovvero l’igienista non può sanare carie, valutare lo stato di salute dell’arcata dentale, effettuare operazioni dentali semplici (come quelle di togliere un dente) o più complesse (come gli interventi di implantologia).

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Cosa fa l’igienista dentale 

L’igienista dentale si occupa della prevenzione e la terapia del cavo orale, in particolare: 

  • Si occupa della igiene orale (pulizia dei denti detta anche detartrasi o ablazione del tartaro)
  • Ha il compito di educare il paziente su come pulire i denti in modo efficacie
  • Può consigliare la giusta alimentazione
  • Compila la cartella clinica collaborando con l’odontoiatra o dentista

Quando rivolgersi all’igienista dentale a Roma

Non esiste una regola valida per tutti. Ognuno di noi è unico con le sue esigenze e una condizione specifica di salute dentale. Generalmente parlando però, si può dire che è buona norma prendere appuntamento ogni 6 mesi per una detartrasi o anche una volta all’anno

Questa durata può variare in presenza di patologie serie del dente (piorrea, mala occlusione o infiammazioni gengivali) e quindi potrebbe essere necessario procedere a un trattamento professionale di pulizia del cavo orale ogni 3-4 mesi

Questi interventi di detartrasi o pulizia dei denti non devono in nessun caso sostituire la quotidiana pulizia dei denti tramite spazzolino e dentifricio insieme a filo interdentale, fondamentali per la corretta salute della nostra bocca, tuttavia si possono affiancare come ulteriore mezzo per la prevenzione delle patologie orali più comuni come depositi di placca e batteri.

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24 Luglio 2022

La sedazione cosciente effettuata dal dentista è una tecnica ormai diffusa utilizzata per alleviare nel paziente particolarmente inquieto e fobico (in relazione a tutto ciò che ha a che fare con il dentista) l’ansia o la forte preoccupazione. In cosa consiste la sedazione cosciente? Può essere usata anche nei pazienti più piccoli? Si verificano effetti collaterali? Può essere pericolosa? Cercheremo di rispondere a tutte queste domande in modo che possiate farvi un’idea della potenzialità di questa tecnica. 

Sedazione Cosciente: definizione

La sedazione cosciente dal dentista, chiamata a volte anche sedo anestesia cosciente consiste nella somministrazione di alcuni farmaci utilizzati per indurre uno stato di rilassamento e serenità mantenendo il paziente comunque cosciente e collaborativo. Solitamente per la sedazione cosciente i farmaci utilizzati sono una miscela di ossigeno e protossido d’azoto che vengono inalati dal paziente attraverso una mascherina durante tutta la durata della seduta. 

Quando conviene utilizzare la sedazione cosciente dal dentista?

La sedazione cosciente non viene sempre utilizzata: di fronte a un paziente tranquillo e collaborativo, può bastare una semplice anestesia per liminare il dolore e procedere con il trattamento

In quali casi invece può rendersi opportuno per il dentista intervenire con la sedazione cosciente? 

L’utilizzo di questa tecnica è appropriato ogniqualvolta il dentista si trova di fronte a un paziente estremamente ansioso e non collaborativo. La tecnica infatti consente al paziente di superare i suoi forti timori che, in alcuni casi estremi (odontofobia), possono impedire all’individuo di sottoporsi alle necessarie cure dentali arrivando a peggiorare notevolmente la salute del cavo orale. La sedazione rende più collaborativo il paziente ritrovandosi come in un dormi veglia, in uno stato di semi incoscienza dove paura, ansia e stress sono ridotte al minimo o eliminate completamente. 

Anche di fronte a pazienti aventi seri problemi di salute come cardiopatie, ipertensioni o epilessia o altri casi in cui il paziente ha problemi cognitivi intellettivi (persone autistiche, iperattivi) la sedazione cosciente si può rivelare utile. 

È possibile utilizzare la sedazione in tutti i trattamenti dentali: dal trattamento della carie all’estrazione sino ad arrivare a interventi più complessi. 

Tu potresti servirtene? Contattaci, ti daremo tutte le informazioni necessarie!

Sedazione cosciente anche per i bambini?

I bambini soffrono molto il dentista, hanno paura del camice bianco e per quanto un odontoiatra sia affabile e simpatico, l’attrezzatura dentistica impaurisce gli adulti, figuriamoci i bambini. La sedazione cosciente dal dentista è adatta anche per i bambini, per tutti quei bambini ansiosi e paurosi che non si dimostrerebbero collaborativi. 

La sedazione cosciente nei bambini non è affatto pericolosa: non presenta controindicazioni in quanto non entra in circolo nell’organismo. È una procedura per inalazione che non causa dolore.

In alcuni casi la sedazione cosciente dentista non è risultata efficace per i bambini che avevano meno di 4 anni. 

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Possono esserci effetti collaterali nella sedazione cosciente

Questa tecnica, come in parte abbiamo già detto, viene somministrata attraverso l’inalazione di una miscela non tossica e che non entra nel circolo dell’organismo ma viene smaltita attraverso la respirazione quindi la sedazione cosciente dal dentista non ha effetti collaterali

Esistono casi eccezionali, che non sono la norma, in cui occorre avvertire il dentista prima della somministrazione. Per esempio se si soffre di patologie respiratorie come il raffreddore o un’otite oppure se si stanno assumendo dei farmaci che potrebbero in un qualche modo causare sinergie e modificare l’effetto della sedazione. Ogni caso è a sé quindi è bene informare il dentista prima della somministrazione. 

In alcuni pazienti, nonostante la sedazione sia innocua, ha provocato una leggera sensazione di vomito o di nausea. Per evitare tale sgradevole sensazione è bene non mangiare almeno nelle due ore precedenti la seduta.  

La sedazione cosciente dentistica, dunque, può essere uno strumento davvero utile per intervenire su tutti quei pazienti che soffrono di forti fobie e ansie rendendolo collaborativo e riducendo lo stress e timori.

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24 Giugno 2022

Sentiamo spesso parole come odontoiatra, dentista, odontotecnico: che figure sono? Sono simili? E che dire della odontostomatologia? A cosa si riferisce in particolare? In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sui veri termini e definire anche cosa ci si può aspettare durante la prima visita dal dentista. 

Differenza tra dentista, odontoiatra e odontotecnico

C’è differenza tra dentista e odontoiatra? In realtà sono sinonimi, si occupano della stessa area di competenza ma l’unica cosa che li differenzia è il percorso di studi attraverso il quale esercitano la professione. Il dentista si è laureato in Medicina e Chirurgia e si è specializzato in Odontostomatologia mentre l’odontoiatra si è laureato in Odontoiatria e protesi dentale. Quindi entrambi si occupano di prevenire, diagnosticare e curare le patologie più comuni ma anche le più complesse del cavo orale.

La figura dell’odontotecnico invece è completamente diversa e non è da confondersi con l’odontoiatra. L’odontotecnico, come dice la parola stessa, è un tecnico abilitato da un diploma in Operatore Meccanico del settore Odontotecnico che realizza protesi ma che non le può installare in quanto non è né medico né possiede una laurea. Detto questo, cosa si intende per Odontostomatologia?

Odontostomatologia: di che si tratta

Che cosa vuol dire Odontostomatologia? La definizione del dizionario Treccani riporta letteralmente: “branca specialistica della medicina che si occupa dello studio e della terapia delle malattie dentali e paradentali (odontoiatria) e del trattamento delle anomalie maxillofacciali (ortognatodonzia)”. Cosa significa in parole semplici? L’odontostomatologia si occupa di tutte quelle patologie dentali e paradentali che necessitano di un approccio chirurgico

L’etimologia di questo nome viene da tre elementi: ‘odontos’ che significa dente, ‘stoma’ bocca e ‘logia’ studio o detto, sentenza. Saperlo vi aiuterà a ricordare meglio il suo significato.

Quindi questa branca si occupa in prevalenza di implantologia e di parodontologia e gli interventi possono essere eseguiti da odontoiatri, medici professionisti o chirurghi maxillofacciali. Infatti si chiama più comunemente chirurgia orale

Negli ultimi anni l’odontostomatologia ha conseguito notevoli progressi in termini di attrezzature e strumentazioni utilizzabili aventi una precisione estrema che agevolano il lavoro del dentista o del professionista.

Gli interventi più comuni di odontostomatologia a Roma

Gli interventi di odontostomatologia, dai più semplici ai più complessi, sono compresi in queste maxi aree di riferimento: 

  • Estrazione di denti inclusi
  • Estrazione del dente del giudizio posizionato in modo scorretto all’interno dell’arcata dentale 
  • Gengivectomia. Asportazione dei tessuti gengivali
  • Asportazione dei frenuli labiali
  • Germectomia. Asportazione del germe di un dente permanente
  • Rialzo del seno mascellare. Un intervento chirurgico per aumentare la quantità di osso nell’arcata superiore mandibolare che comporta uno spostamento verso l’alto del pavimento del seno.
  • Chirurgia del parodonto
  • Rimozioni di cisti o di tumori del cavo orale
  • Implantologia in genere.
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Come si svolge la prima visita dal dentista?

Andare dal dentista non è mai fonte di felicità; mettere mano ai denti comporta, nell’immaginario di tutti, dolori e sofferenze. Tuttavia, con i progressi fatti negli ultimi anni, una professionalità aumentata e una maggiore attenzione rivolta al paziente, anche una visita dall’odontoiatra può risultare in un’esperienza soddisfacente. 

Come si svolge la prima visita dal dentista?

Solitamente in queste 2 fasi: 

  1. Anamnesi. È la fase in cui il dentista raccoglie informazioni sulla storia clinica del paziente: le sue patologie, cure, interventi, etc.
  2. La visita vera e propria del cavo orale. È la visita visiva per osservare eventuali problematiche e patologie se esistenti. Se l’odontoiatra lo ritiene necessario potrebbe fare ulteriori accertamenti attraverso un’ortopantomografia o panoramica dentale o addirittura una TAC in 3D, per conoscere anche la situazione interna all’arcata quella non osservabile solo visibilmente. 

A seconda di quello che osserverà il dentista, potrà procedere con una terapia o trattamento, se necessario, concordato con il paziente. Rispondere alle domande del paziente e ai dubbi sono parti essenziali della visita e tale comunicazione continuerà per tutta la terapia e in qualunque momento si rendesse necessaria. 

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22 Maggio 2022

 

 

Quando si cerca un dentista a Roma si valutano diversi fattori quali la professionalità in primis ma anche il costo che dovremo sobbarcarci per qualunque intervento sia necessario. Molti si rivolgono all’asl di Roma o alle strutture convenzionate pensando di spendere meno o ottenere addirittura un’assistenza gratuita. È davvero così? Si può avere un dentista gratis a Roma? Quali sono alcune differenze tra rivolgersi a un dentista privato a Roma piuttosto che all’Asl di Roma? 

Dentista gratis a Roma: la risposta è affidarsi all’Asl?

Nell’immaginario di molti affidarsi al Servizio sanitario Nazionale regionale per ottenere prestazioni dentali in genere conviene per i costi limitati che si dovranno pagare. Possiamo affermare che questo è senz’altro vero per alcune fasce di titolari di esenzioni per reddito e per patologia ma se non si è titolari di qualche esenzione si dovrà pagare un ticket stabilito dalla regione. E, a volte, si spende meno rivolgendosi ai privati che non a strutture ospedaliere o convenzionate. Quindi la prima cosa su cui vogliamo farvi riflettervi è che ogni caso è a sé e non è sempre vero che rivolgendosi alle strutture pubbliche si risparmia. Oggigiorno molti dentisti professionali hanno tariffari alla portata di tutti. 

Prima visita gratuita dentista a Roma

Va inoltre precisato che, molto spesso se non volgiamo dire sempre, la prima visita dal dentista è gratuita. È la prima visita di controllo dove il dentista e paziente si conoscono. Il dentista fa un’anamnesi della storia clinica del paziente e valuta lo stato di salute dei denti anche attraverso strumentazioni come l’ortopanoramica o Tac in 3D. 

È in questa visita che il paziente si rende conto della sua situazione dentale, dell’esistenza di patologie e il dentista risponde ai dubbi del paziente concordando possibili trattamenti e facendo un preventivo di spesa. 

Lo Studio dentistico della Dott.ssa Greco Cristina, di Acilia offre la prima visita gratuita a tutti i suoi pazienti e include professionalità e competenza. È uno studio privato, non convenzionato, dove i clienti vengono al primo posto ed è per questo che i costi sono contenuti e spesso si fanno promozioni interessanti come, ad esempio, una pulizia dentale a soli 19 € Roma.

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Cosa conviene realmente: l’ASL o il dentista privato?

Nell’introduzione si è parlato del fatto che in una valutazione su cosa è più conveniente fare, se rivolgerci a un dentista convenzionato con l’Asl o a un dentista privato, è opportuno anche esaminare non solo i costi ma anche la professionalità. 

Il servizio offerto da un odontoiatra privato è sostanzialmente diverso da quello offerto dalla struttura pubblica per prestazioni dentali: 

  • Solitamente il rapporto tra dentista privato e paziente è un rapporto di fiducia. È stato il frutto di una scelta personale del paziente. Viene seguito in esclusiva dal dentista che si prende tutto il tempo per fugare i dubbi e le ansie del paziente. È un rapporto diretto e duraturo mentre non si può dire la stessa cosa nelle prestazioni erogate dall’Asl e il paziente: anche se è sempre la stessa struttura a fornire la prestazione, il dentista potrebbe essere diverso e potrebbe non sapere nulla oltre ciò che è scritto sulle cartelle del paziente. Non si conosce la sua professionalità e competenza. 
  • Altro elemento da considerare è il tempo di attesa. Rivolgersi alle strutture pubbliche o convenzionate può dilatare molto i tempi di attesa (a volte si parla di mesi) per cui, se si necessita di un intervento urgente, a volte ci si deve rivolgere forzatamente a un dentista privato a Roma. 

Queste sono solo due considerazioni per cui vale la pena riflettere se rivolgersi a una struttura dell’Asl convenzionata è davvero la scelta più giusta: a volte potrebbe esserlo di più pagare il giusto prezzo ma avere un servizio più professionale e attento alle esigenze della nostra bocca servendosi di un dentista privato a Roma! 

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20 Aprile 2022
trauma dentale

I traumi dentali sono degli eventi accidentali, come cadute, urti, incidenti, che possono ledere in modo grave o lieve la struttura ossea e gengivale del dente riducendone la funzionalità (articolazione e masticazione) oltre che compromettere esteticamente i lineamenti del viso e/o il sorriso.

In questa breve guida cercheremo di trattare in modo esaustivo questo argomento specificando:

  • La tipologia dei traumi dentali: cercheremo di darne una classificazione.
  • Sintomatologia del trauma: come rendersi conto che abbiamo subito un trauma anche a livello dentale (a volte non è così immediato).
  • Come intervenire se si è subito un trauma dentale dipendendo dall’evento accidentale.

 

Tipologia dei traumi dentali

I traumi dentali possono interessare non solo i bambini ma anche gli adulti. Molti di questi traumi infatti avvengono mentre si pratica un qualche sport. Anche se il trauma dentale lo subisce un bambino con una dentizione decidua, questa situazione non è comunque da sottovalutare in quanto, a volte, le ripercussioni di un trauma a un dente si possono presentare anche diversi anni dopo.

I traumi dentali possono essere suddivisi in due grandi aree:

  1. Traumi che interessano il dente e le sue componenti: smalto, dentina e cemento
  2. Traumi che interessano i tessuti che sostengono il dente: gengiva, legamento e struttura ossea

Nel primo caso quindi sono riconducibile tutte le fratture, scheggiature sino alla perdita accidentale del dente o di più denti. Le fratture possono interessare la corona, la radice così come lo smalto. Possono coinvolgere anche la polpa e la dentina.

Nel secondo caso, invece, le fratture interessano elementi non visibili esternamente e sono quindi le più pericolose perché, se non dovutamente trattate potrebbero portare a infezioni, dolore diffuso e gonfiori.

I traumi possono essere classificati anche in:

  • Diretti (l’evento ha colpito l’arcata dentale);
  • Indiretti quando la caduta, l’incidente o urto ha colpito una parte del viso (non necessariamente la bocca) che ha ripercussioni sull’arcata dentale, come ad esempio il mento.
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La sintomatologia dei traumi dentali

Se il trauma dentale rientra nella prima casistica sarà abbastanza evidente: probabilmente, a seconda dell’incidente subito, potrete perdere sangue, perdere dei denti o subire delle fratture o scheggiature. Nel caso invece in cui il trauma interessi i tessuti che sostengono il dente, potreste notare un cambiamento di colore dello smalto del dente. Il cambiamento potrebbe rivelare un principio di necrosi. Oppure potreste avvertire un dente meno stabile, che alla pressione esercitata dalla lingua si muova anche solo impercettibilmente.

A volte, alcuni pazienti lamentano un dolore acuto a un dente che non riescono a individuare e che appare sano. Questo può succedere quando la frattura non si è verificata nella parte esterna del dente ma all’interno. Un esame radiografico potrà aiutare l’odontoiatra a valutare la situazione.

Se si trascura un trauma dentale si possono avere conseguenze anche a distanza di tempo e alcune di queste potrebbero essere anche molto gravi:

  • Calcificazioni dovute alla sostanza reattiva che si calcifica lì dove si è subito il trauma;
  • Infezioni periradicolari. Può portare a ascessi, cisti e granulomi fino a compromettere l’osso;
  • Anchilosi ovvero una graduale fusione tra osso e dente dove la radice del dente diviene tutt’uno con l’osso alveolare. Questa patologia è comunque più rara ma non impossibile.

 

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Come intervenire quando si ha subito un trauma dentale

È buona norma, indipendentemente dalla gravità del trauma e soprattutto anche nel caso in cui non si vedano effetti sulla dentatura, chiedere urgentemente una visita odontoiatrica o andare al pronto soccorso sempre e comunque anche se non si stesse perdendo molto sangue. Se la perdita di sangue è copiosa cercate di rimanere calmi sapendo che i tessuti gengivali sono quelli che, anche in caso di ferite di piccola entità, presentano un forte sanguinamento.

Se si perdono dei denti, cercate di recuperarli e di metterli a bagno in una soluzione fisiologica, nel latte o di tenerli semplicemente in bocca per mantenere le cellule del dente in vita e recatevi urgentemente dal vostro dentista.

Per riparare un dente scheggiato, il dentista potrebbe semplicemente smussare o limare il dente qualora la scheggiatura fosse molto piccola. Se invece il dente risulta più corto rispetto agli altri allora potrebbe ‘ricostruire’ la parte mancante. Questa procedura però non si esegue sui molari in quanto la pressione della masticazione potrebbe far saltare la ricostruzione.

Quando la frattura è più seria lasciando ben poco dente, allora si può intervenire con una corona dentale o capsula.

Naturalmente è d’obbligo che sia il dentista a comprendere la natura e gli effetti del trauma sull’arcata dentaria e decidere come è meglio intervenire. Sarà opportuno, a periodi regolari, farsi visitare l’arcata traumatizzata per monitorare che tutto si stia evolvendo al meglio.

 

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20 Febbraio 2022
test salivare carie

Mai sentito parlare del test salivare? Già in uso da molti anni nel Nord Europa partendo dalla Scandinavia, il test salivare ha ambizioni elevate: ridurre le carie a zero. Si inserisce perfettamente nella prevenzione intesa come la miglior cura possibile.

Come recita il Ministero della Salute: “La carie è una malattia infettiva a carattere cronico-degenerativo ad eziologia multifattoriale. Colpisce circa l’80% della popolazione nei Paesi sviluppati e si forma per un iniziale processo di demineralizzazione dei tessuti duri dei denti (smalto, dentina), a causa della produzione acida della placca batterica presente sulle superfici dentarie.

La odontoiatria moderna si propone questo modello o progetto: combattere l’attività cariosa prevenendola invece che curandola. In questa breve guida cercheremo di analizzare in cosa consiste il test salivare per la prevenzione della carie e come intervenire per prevenire la carie.
 

Quali sono i test salivari?

Va detto innanzitutto che i test salivari esistenti sono più di uno e sono classificabili in questo modo:

  • Test Salivare Valutazione Rischio Carie (CRA). È un test per stabilire la predisposizione individuale allo sviluppo della carie e predisporre un programma preventivo alla sua formazione
  • Test Salivare Valutazione Rischio Parodontale (GPS). È un test che permette di stabile il rischio di una predisposizione genetica alla malattia del parodonto
  • Test Salivare Microbiologico (BPA). Offre un quadro generale sui principali microbi presenti nella bocca e associati alla malattia del parodonto
  • Test Salivare Valutazione Attività Enzimatica. Questo test permette una valutazione del flusso salivare indice di un possibile danno tissutale per evitare problemi parodontali e perimplantari.
  • Infine il Test salivare Prevenzione della Porodontite e Perimplantite (aMMP-8) e il test antibiogramma entrambi legati alla prevenzione del Parodonto.

Quindi, a parte il primo, gli altri test sono tutti stati creati per una delle patologie dentali più gravi: la parodontite.

Ma in che consiste il test salivare per la valutazione del rischio di carie?

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In cosa consiste il Test salivare per la valutazione del rischio di carie

Il test in questione è del tutto indolore e può essere eseguito su tutti i pazienti, piccoli e adulti. Se eseguito già dall’infanzia può essere uno strumento utile per conservare sani i denti permanenti. Esistono comunque dei soggetti che strutturalmente sono maggiormente predisposti al processo carioso: la prima infanzia, gli adolescenti, i fumatori, coloro che soffrono di diabete e le donne in gravidanza solo per citarne alcuni.

È un test che rivela la personale e individuale propensione o rischio al processo carioso.

Si basa su alcune nozioni fondamentali:

  1. La carie è una malattia infettiva prodotta da alcuni batteri presenti nella bocca di cui occorre conoscere la composizione e la quantità presente.
  2. La saliva è il principale elemento che può fronteggiare gli acidi prodotti dai batteri. Occorre dunque sapere se la saliva del paziente ha la capacità, e in che misura, di fronteggiare gli acidi.

 

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Come si esegue il test?

Per eseguire il test si preleva un campione di saliva e lo si posiziona su una striscia di cultura. Quest’ultima viene inserita in un forno speciale che mantiene costante la temperatura. Dopo di che, si devono lasciare trascorrere 48 ore perché possano evidenziarsi delle macchioline, esse rappresentano i batteri presenti. Dalla quantità presente, insieme ad anamnesi delle abitudini di igiene orale del paziente e di alimentazione, oltre che allo studio del PH salivare e alla valutazione della placca presente, il dentista, avendo un quadro completo della predisposizione del paziente alla formazione della carie, procederà a delineare un programma di prevenzione.

A seconda degli elementi sopra elencati, i pazienti verranno classificati in tre aree di rischio: basso, medio e alto.

Per ogni categoria esiste un programma di prevenzione di circa un anno che il paziente dovrà seguire scrupolosamente.

 

Come intervenire una volta eseguito il test

Ogni programma di prevenzione sarà ‘ad personam’ e quindi unico ma, in linea di massima, possiamo evidenziare tre linee d’azione:

  1. Eliminare o ridurre la carica batterica ricorrendo a una igiene orale quotidiana eseguita dal paziente e pulizie dentali periodiche effettuate in studio.
  2. Aumentare la salivazione e ridurre l’acidità facendo attenzione agli alimenti altamente zuccherini.
  3. Rinforzare lo smalto dei denti attraverso l’uso di specifici dentifrici o di lacche protettive al fluoro.

Il piano o programma di prevenzione è annuale e può essere rivisto in corso d’opera mano a mano si ottengono i risultati voluti.

I test salivari quindi possono contribuire a diminuire i costi e i tempi necessari per avere una dentatura sana e mantenerla nel tempo.

Se vuoi saperne di più sui test salivari
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27 Dicembre 2021
dove eseguire ortopanoramica roma eur

Se dovete eseguire un’ortopanoramica a Roma Eur potete rivolgervi allo studio odontoiatrico della dottoressa Cristina Greco, si trova ad Acilia a pochi chilometri dall’Eur ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici o con l’auto.

Presso lo studio troverete professionalità, gentilezza e tecniche all’avanguardia. L’ortopanoramica (detta anche ortopantomografia) è un esame diagnostico radiografico per verificare lo stato delle arcate dentarie, le ossa mascellari, i seni mascellari e la struttura ossea delle articolazioni temporo-mandibolari.

Ortopanoramica: di che si tratta

È sicuramente l’esame più accurato al fine di verificare la presenza di carie dentali, problemi di parodontite (patologie gengivali), così come altre anomalie che possono coinvolgere i tessuti interni del dente (granulomi apicali, lesioni endodontiche, etc). Un’ortopanoramica può rivelare anche la presenza di cisti o lesioni che riguardano il tessuto osseo come, per esempio, le ossa mascellari e stabilire il corretto trattamento terapeutico da applicare.

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Si tratta di un esame indolore e rapido per il quale non necessita nessun tipo di preparazione particolare. Gli strumenti utilizzati si affidano a tecnologie a ridotta esposizione di radiazioni, per cui possono essere eseguite senza alcuna controindicazione anche sui bambini e gli adolescenti (è necessario evitarla invece su donne in stato di gravidanza). 

Quando è necessario eseguire un’ortopanoramica

L’ortopanoramica permette di effettuare una diagnosi precoce anche per casi sospetti di tumore, che potrebbero interessare qualunque zona del cavo orale. Laddove questo tipo di esame non fosse sufficiente a mostrare nel dettaglio ogni anfratto dell’apparato dentale potrebbe rendersi necessario aggiungere altri tipi di esami: una radiografia endorale o una TAC. Anche qualora l’ortopanoramica fosse prescritta da un altro specialista (oncologo, medico chirurgo, etc.) sarà sufficiente recarsi al nostro studio con la prescrizione per eseguire l’esame richiesto.

 

Desideri ulteriori informazioni?

Come si esegue un’ortopanoramica


Il paziente dovrà poggiare il mento su un apposito supporto (detto craniostato) e stringere tra i denti anteriori una spatola di plastica così che gli incisivi vengano visualizzati il più chiaramente possibile. Infine dovrà appoggiare le mani su apposite maniglie in modo da garantire la maggiore stabilità possibile. È importante non muoversi per tutta la durata dell’esame, in genere pochi minuti (circa 5 minuti).

Le nuove tecnologie permettono di ottenere immagini sempre più chiare e leggibili, che possono essere stampate in diversi formati (pellicola, carta fotografica, CD o DVD) ed essere successivamente consultabili da altri specialisti.

Il nostro centro odontoiatrico a Roma nel quartiere di Acilia, poco distante dall’Eur esegue ortopanoramiche avvalendosi della strumentazione più all’avanguardia garantendo i migliori risultati possibili in termini di immagini e di diagnostica nonché il miglior comfort per i pazienti. 

Ortopanoramica come esame di routine

 

Come per qualunque altro campo sanitario è valido il detto: ‘prevenire è meglio che curare’. 

Grazie all’accresciuta attenzione che negli ultimi anni si è cominciata a dare alla prevenzione oggi è possibile evitare di affrontare spese dentistiche innecessarie e terapie troppo invasive. Questo tipo di esami diagnostici (inclusa l’ortopanoramica) sono diventati esami di routine e di prevenzione molto importanti per la salute della nostra bocca.  

I prezzi per un’ortopanoramica sono accessibili a tutti (a seconda della strumentazione utilizzata e la complessità dell’esame possono andare da euro 50 a 150). 

Vieni a trovarci nel nostro studio
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13 Luglio 2021
dentista roma opinioni

Quando vuoi avvalerti dell’esperienza di un dentista, cerchi senza dubbio un professionista nel suo campo e che sappia farti sentire a tuo agio. Trovare dentisti capaci, all’avanguardia e cortesi non è impresa facile. 

Come trovare un buon dentista a Roma: le opinioni

Come fare per trovare un bravo dentista a Roma? Nell’era di internet, sempre più spesso ci si serve del web per ottenere gratuitamente tante opinioni riguardo a un determinato dentista. Le recensioni ci dicono quello che altri pensano di quel determinato dentista e, se può essere vero che qualche recensione sia un po’ forzata, se un dentista non è bravo, stai pur certi che lo verrai a sapere. Se chi ci ‘mette le mani in bocca non è un professionista’ ha perso un cliente e avrà una recensione negativa. 

Naturalmente le recensioni sono solo il primo step per darci un’idea della professionalità e serietà di un dentista. Successivamente, una volta sul posto (cioè all’interno dello studio dentistico) dovremo badare ad altri fattori quali: 

  • Certificato di iscrizione all’albo
  • Ottemperanza agli obblighi di legge per la Privacy
  • Anamnesi (il bravo dentista ha cura di conoscere la nostra salute in generale)
  • Pulizia degli ambienti
  • Sterilizzazione strumenti
  • Come lavora il dentista: è scrupoloso? È gentile? Ci mette a nostro agio?

Quindi quando si leggono le recensioni od opinioni su dentisti a Roma, vediamo di scoprire se il dentista scelto osserva tutti o in parte gli elementi elencati. 

Vieni a trovarci nel nostro studio

Recensioni Facebook sullo Studio Dentistico Greco

Ce ne sono davvero tantissime e tutte sullo stesso tono positivo. Le abbiamo lette sino ad arrivare al 2017 e poi ci siamo fermati ma tutte quante le opinioni hanno confermato che il modo di lavorare dello Studio dentistico Acilia della Dott.ssa Cristina Greco non è cambiato nel tempo. 

Se volessimo riassumere in poche parole ciò che contraddistingue il modo di lavorare dello Studio Dentistico Acilia, potremmo usare queste 3 espressioni: PROFESSIONALITA’, SERIETA’ E CORTESIA

Ma vediamo nel merito alcune recensioni in particolare. 

Data 2 luglio 2020: “Sono la mamma di una bimba di 5 anni e mezzo. Questa mattina ho portato la mia piccola MG, dalla dott.ssa Cristina Greco. Premetto che mia figlia in passato non ha mai avuto esperienze piacevoli con i dentisti. La dottoressa ha saputo fin da subito instaurare un rapporto di empatia, di fiducia con la bimba e finalmente siamo tornate a casa felici. Sentire mia figlia dire che la dottoressa le piace è davvero gratificante.

Grazie dottoressa Greco.

Ci vedremo nei prossimi controlli.” TC

 

Vogliamo ricordare infatti che lo Studio dentistico Acilia della Dott.ssa Cristina Greco, si occupa anche dell’odontoiatria pediatrica particolarmente rivolta alla prevenzione e al trattamento indolore nei piccoli pazienti. 

Ma ritorniamo alle opinioni.

Data 10 marzo 2020: “professionalità e serietà” scrive ADS.

Data 5 luglio 2019: “Cortesia e professionalità, davvero consigliatissimo!!” AT

Data 4 aprile 2019: “Grande professionalità e accoglienza – dignità dei costi e puntualità disarmante!!!” SA

Data 6 febbraio 2019: “Oggi sono entrato nella vera PROFESSIONALITÀ DENTISTICA che purtroppo non è facile da trovare. Sono soddisfatto e felice di aver trovato uno studio dentistico con tanta simpatia eleganza e soprattutto ti fanno sentire a casa. La dottoressa Greco gentile, alla mano e soprattutto SPIEGA PASSO PASSO IL LAVORO DA SVOLGERE INDICANDO SUL MONITOR IL TUTTO. Studio PULITO, ORDINATO E ORGANIZZAZIONE AL TOP.” FSM

Data 22 novembre 2017 “Grande professionalità accompagnata da molta gentilezza e cortesia, bella presenza che non guasta.” LRM

Data 4 luglio 2017: “L’alta professionalità della Dott.ssa Cristina Greco le conferisce particolare rilevanza e prestigio. Un paziente grato per il pregevole lavoro ricevuto.” GD

Data 22 novembre 2017: “Lo studio dentistico della dottoressa Cristina Greco… che dire, studio e strumenti all’avanguardia, gente preparata che ama quello che fa… la dottoressa Cristina il top.” DI

Recensioni su Google

Le recensioni su Google sono tutte a 5 stelle. Eccone alcune:

Data febbraio 2021: ‘GENTILI E PROFESSIONALI.
Attratto dalle ottime recensioni ho prenotato una pulizia dei denti + visita. E mi ritrovo molto felicemente a confermare l’ottimo livello del servizio, oltre ad una diffusa carineria (cosa affatto non scontata!).
Lo consiglio sicuramente!” SM

Data marzo 2021: “Da poco loro paziente ho riscontrato subito professionalità, puntualità sugli appuntamenti, gentilezza e soprattutto ti fanno sentire a tuo agio anche se il dentista è sempre una visita “particolare”. Consigliatissimi.” IB

Data ottobre 2020: “Tutte carinissime!! Complimenti” EDV

Data settembre 2020: “Mi sono fatta coraggio (visto le esperienze passate) grazie alle recensioni lette. Confermo! Molto professionali e la Dott.sa Cristina impeccabile! Consigliatissimo” OI

Scopri di persona la nostra professionalità

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24 Aprile 2021
come lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico

 

Lo spazzolino elettrico è entrato ormai a far parte della vita di molti di noi da diversi anni. L’esperienza mostra che, per come è progettato, i risultati che si possono ottenere nel lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico sono spesso più efficaci rispetto a quelli ottenuti con lo spazzolino tradizionale.

Qual è, però, il corretto utilizzo dello spazzolino elettrico per lavarsi i denti?

Cominciamo col dire che grazie alla versione con la testina tonda, la rotazione ad alta frequenza dello spazzolino elettrico favorisce una pulizia dei denti più delicata ed efficace e per questo può rimuovere una maggiore quantità di placca rispetto a uno spazzolino manuale.

Come lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico

Perché lo spazzolino elettrico svolga bene la sua funzione è necessario prestare attenzione ad alcune istruzioni fondamentali:

  • Prima di lavarti i denti appoggia il dentifricio sulla testina dello spazzolino ancora spento.
  • Accendi lo spazzolino solo una volta che lo hai appoggiato sul dente così da evitare schizzi.
  • Dividi idealmente la dentatura in quattro quadranti, due dell’arcata superiore e due di quella inferiore, così da non trascurare nessun dente.
  • Pulisci i denti uno per volta cominciando dal quadrante che preferisci.
  • Non fare troppa pressione sui denti. È sufficiente appoggiare la testina tonda su un dente alla volta ed esercitare una leggera pressione lasciando che lo spazzolino faccia il suo lavoro.
  • La pulizia di ciascun dente si può suddividere in tre fasi:
    1. Tieni lo spazzolino in posizione orizzontale sulla superficie esterna del dente facendolo ruotare lungo il bordo gengivale. Poi inclinalo leggermente per andare a pulire gli spazi interdentali;
    2. Passa delicatamente lo spazzolino lungo le superfici interne del dente rimanendo un po’ più a lungo sugli incisivi inferiori (quelli posizionati sul davanti dell’arcata inferiore) perché è il punto in cui si forma più facilmente la placca;
    3. Infine appoggia la testina sulla superficie superiore del dente (quella masticatoria) e lascialo alcuni secondi. Ricordati di pulire bene la parte posteriore dei molari che si trovano in fondo alla bocca.
  • Assicurati di compiere queste tre fasi per ciascuno dei quattro quadranti della dentatura (i due superiori e i due inferiori). Per ciascun quadrante sono sufficienti in totale 30 secondi per fare una buona pulizia.
  • Ricorda di lavare i denti almeno due volte al giorno per due minuti.
  • La testina dello spazzolino deve essere sostituita quattro volte l’anno al fine di mantenere la sua efficacia.

 

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Pulizia dentale professionale e profonda

Ovviamente, per quanto lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico sia efficace e pur utilizzandolo correttamente, questi non può sostituire la periodica pulizia dentale che deve essere fatta da un dentista. Per cui, se volete mantenere la vostra dentatura sana e in buone condizioni igieniche è essenziale che almeno ogni sei mesi (massimo un anno) prendiate un appuntamento con il vostro dentista di fiducia per effettuare una pulizia dentale completa e profonda ed avrete, in questo modo, sempre denti forti e soprattutto sani!

Contattaci per una pulizia dei denti!


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11 Marzo 2021
sangue gengive cause malattie rimedi

 

Non è difficile capire quando un fenomeno di sanguinamento gengivale può considerarsi un episodio isolato e sporadico e quando è necessario preoccuparsi e cercare di andare più a fondo. Solitamente la perdita di sangue dalle gengive avviene durante l’igiene orale e non è possibile non accorgersene in quanto tracce di sangue appaiono subito evidenti dopo che si è cominciato a spazzolare i denti.

Quali possono essere le cause del sangue dalle gengive? Il sanguinamento è sempre legato a una malattia? E soprattutto, quali sono i possibili rimedi?

Perdita di sangue dalle gengive: possibili cause

La perdita di sangue dalle gengive è un problema piuttosto comune ed è spesso causata da un’infiammazione gengivale che può avere diverse cause. Se si tratta di sanguinamento delle gengive quando lavo i denti è probabile che ci sia qualcosa che non va nel modo di lavarli. Per esempio, in molti casi può trattarsi di uno spazzolamento dei denti troppo aggressivo che va inevitabilmente a stressare la gengiva e a provocare la perdita di sangue. In altri casi può dipendere da un uso sbagliato del filo interdentale che, passato di fretta tra un dente e l’altro, va a incidere sulla gengiva provocandone il sanguinamento.

In altri casi la perdita di sangue dalle gengive può essere causata da cambiamenti ormonali, per esempio durante il periodo della gravidanza. Non è insolito infatti che il fenomeno del sanguinamento gengivale si acuisca a partire dal concepimento a motivo dei grandi cambiamenti che cominciano a verificarsi nel corpo femminile. Questo perché la quantità di progesterone aumenta man mano che l’utero va preparandosi per la gravidanza. Durante questo periodo la perdita di sangue dalle gengive può aumentare.

Un altro fattore che può contribuire alla perdita di sangue dalle gengive è l’assunzione di alcuni farmaci che contengono sostanzialmente proprietà anticoagulanti come il warfarin, l’aspirina e la eparina.

Infine tra le cause principali di perdita di sangue dalle gengive possono esserci carenze vitaminiche dovute a una cattiva alimentazione o un’alimentazione povera di sostanze nutritizie. Nel caso del sanguinamento gengivale ci riferiamo nello specifico a carenza di vitamina C e K.

In ciascuno dei suddetti casi stiamo parlando comunque di cause temporanee e facilmente rimovibili come spiegheremo nell’ultimo sottotitolo dell’articolo. D’altra parte, quando, a seguito di un sanguinamento gengivale occorre preoccuparsi? Il sanguinamento gengivale potrebbe dipendere da una vera e propria malattia?

 

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Perdita di sangue dalle gengive: quando la causa è una malattia

Quando il sanguinamento gengivale diventa cronico allora è molto probabile che alla radice ci sia un problema patologico. Per esempio, se si tratta di un sanguinamento gengivale notturno (quindi non legato a un sanguinamento mentre lavo i denti) la perdita di sangue dalle gengive potrebbe dipendere da un problema di diabete. Soprattutto nei soggetti iperglicemici l’elevata concentrazione di glucosio nel sangue può portare facilmente a complicanze vascolari e quindi di perdita di sangue dalle gengive persistente.

Altre patologie legate al sanguinamento gengivale sono quelle correlate ai disturbi della coagulazione che hanno spesso in comune una carenza di piastrine. Coloro che sono affetti da questo genere di disturbi possono riscontrare perdite di sangue dalle gengive improvvise e persistenti.

Ci sono poi altre malattie che possono manifestarsi, oltre ai sintomi tipici della patologia, anche con il sanguinamento gengivale. Tra queste ci sono l’Anemia di Fanconi, la Chikungunya, il Dengue, l’Ebola, l’Emofilia, la Febbre Gialla, la Febbre di Lassa e la Leucemia. Queste sono, ovviamente, malattie di una certa gravità che presentano sintomi ben maggiori della perdita di sangue dalle gengive.

Malattie più comuni che invece sono strettamente riconducibili a un sanguinamento gengivale cronico sono la Gengivite e la Paradontite.

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Perdita di sangue dalle gengive: rimedi

Abbiamo riscontrato più volte, mentre ci laviamo i denti, la presenza di sangue dalle gengive: come possiamo fermarlo? Come è evidente dalle informazioni presentate in questo articolo sono fondamentalmente due i fattori che possono provocare la perdita di sangue dalle gengive.

Uno è di natura temporaneo mentre l’altro può essere cronico. Nel primo caso il rimedio più efficace è agire, laddove è possibile, sulla rimozione della causa del sanguinamento gengivale.

Per esempio, apportando le necessarie modifiche ad abitudini sbagliate (vedi il modo in cui ci laviamo i denti), se possibile, riducendo il consumo di determinati farmaci e migliorando la nostra alimentazione. Nel caso di una donna incinta si tratterà di attendere la fine della gravidanza per cominciare a vedere dei miglioramenti.

Se la causa del sanguinamento gengivale è invece patologica c’è soltanto una cosa da fare: rivolgersi al più presto a uno specialista per fare una corretta diagnosi e valutare il trattamento da applicare nel caso specifico. La cosa importante è non sottovalutare il problema perché la perdita di sangue dalle gengive potrebbe essere soltanto il sintomo minore di un disturbo più serio.

 

 

 

 

 

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23 Febbraio 2021
perdita smalto denti

 


La perdita dello smalto dei denti, o più tecnicamente l’erosione dello smalto dentale, è diventato un problema comune. Per quanto si tratti di una sostanza molto resistente (si pensa quasi quanto il diamante), anch’esso ha dei nemici terribili che possono minacciarlo e, se non si interviene in tempo, eroderlo. Quali sono le cause? E, soprattutto, quali i rimedi?

Perdita smalto dei denti: quali sono le cause?

Gli agenti che possono provocare l’erosione dello smalto dei denti sono fondamentalmente di due categorie: interni ed esterni. Ovvero, possono essere sostanze prodotte dal nostro stesso organismo o legati a cause esterne di diversa origine.

Erosione Dentale: Cause interne

Tra le cause interne di erosione dentale ci sono gli acidi prodotti all’interno del nostro sistema digerente. Per esempio, chi soffre di problemi di reflusso gastroesofageo può essere un soggetto a rischio di erosione dello smalto dentale. Così come chi ha problemi di bulimia e quindi si induce al vomito. Questi acidi, che hanno una precisa loro funzione all’interno dello stomaco, possono diventare un nemico terribile venuti a contatto con lo smalto dei denti.

Erosione Dentale: Cause esterne

Tra le cause esterne di uno smalto dentale eroso ci sono anche alcuni tipi di alimenti che, se consumati regolarmente, possono esporre i denti a un costante attacco da parte di acidi che, anche se di natura vegetale, possono diventare dannosi.

Per esempio, è risaputo che alimenti come gli agrumi, i pomodori, le fragole, le carote e i kiwi contengono degli acidi che, se assunti in eccessiva quantità, possono provocare l’erosione dello smalto dei denti. Lo stesso vale per bevande come il vino, le bibite gassate, i succhi di frutta e il caffè.

Non è insolito, infatti, notare che chi fa abuso di queste bevande altamente acide ha spesso una dentatura giallastra. Attenzione, quindi, a non esagerare con questi alimenti e bevande.

 

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Erosione smalto denti: rimedi

Il rimedio più efficace contro l’erosione dello smalto dei denti è, anche in questo caso, la prevenzione. Questo perché, una volta perso lo smalto naturale dei denti, non si può più recuperare.

Pertanto dobbiamo prenderci cura di quello che la natura ci ha donato. In che modo? Per esempio, prestando attenzione alla nostra alimentazione. Ridurre, come abbiamo detto, l’assunzione di cibi e bevande che possono compromettere lo smalto dei denti e assumere con regolarità alimenti ricchi di calcio (anche in questo caso senza esagerare).

Ci sono poi alcuni piccoli accorgimenti che possono fungere da rimedi preventivi contro l’erosione dentale.

Per esempio, se vogliamo consumare una bibita gassata evitiamo di sorseggiarla a lungo esponendo inutilmente lo smalto dei denti a erosione. Piuttosto beviamola con una cannuccia o mandiamola giù in un sorso, senza farla sostare a lungo in bocca. Se abbiamo preso un’aspirina beviamo un altro bicchiere d’acqua per ripulire completamente la bocca dai residui.

E soprattutto, manteniamo una buona igiene orale lavandoci i denti dopo ogni pasto principale (pranzo e cena), utilizzando uno spazzolino con setole morbide e un dentifricio al fluoro. Ed infine prenota una regolare pulizia dei denti professionale.

 

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20 Gennaio 2021
amalgama dentale pericoloso rimozione costo

 

Otturazione amalgama


Perché un dentista fa un’otturazione del dente (o dei denti)? Nella stragrande maggioranza il problema è la carie. Questo è il problema dentale più comune che una persona si trova ad affrontare nel corso della vita. Allo stesso modo l’otturazione è la soluzione più frequente, utilizzata in odontoiatria da oltre un secolo, quando il dente è ancora recuperabile. Una volta ripulito l’interno del dente cariato lo si ‘ottura’ riempiendolo con un amalgama (o composto) che va a ripristinare il volume mancante.

L’amalgama dentale è pericoloso?

Per molto tempo le otturazioni sono state fatte con un amalgama dentale composto da una lega di mercurio e altri metalli. Questa scelta è stata dettata fondamentalmente da due ragioni: il costo e la durata.

Un’otturazione fatta con un amalgama a base di mercurio è indiscutibilmente più economica, semplice da preparare e applicare nella cavità di un dente cariato, e si è rivelato fino ad ora tra i materiali più resistenti. Tuttavia il tempo ha dimostrato che non è sicuramente tra le soluzioni più salutari per l’organismo del paziente.

Un amalgama dentale a base di mercurio può diventare pericoloso in quanto, oltre a provocare possibili reazioni allergiche in alcuni pazienti, possono rilasciare gradualmente piccole dispersioni gassose che a lungo andare possono provocare seri danni alla salute.

Amalgama dentale dopo 20 anni

Ci sono moltissime persone che, una volta venuti a conoscenza dei potenziali rischi per la loro salute, chiedono di sostituire l’amalgama dentale delle loro vecchie otturazioni, a volte dopo 20 anni, con sostanze più all’avanguardia e soprattutto più sicure.

Chiunque avesse un’otturazione da almeno 20 anni può riconoscere facilmente il composto dell’amalgama con cui fu fatta all’epoca da alcuni segni caratteristici. Il più evidente tra tutti è la colorazione (spesso grigiastra, color stagno). Anche se l’otturazione in questione si trovasse in fondo alla cavità orale non è difficile notarla in quanto presenta un aspetto cromatico più scuro rispetto agli altri denti.

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Amalgama dentale disturbi

Benché la questione sia ancora oggetto di studio e non si possa essere così dogmatici ciò che si sa per certo è che l’intossicazione da mercurio può provocare seri disturbi.
Per esempio, a lungo andare, un amalgama dentale contenente mercurio può causare complicazioni al sistema nervoso centrale e periferico, ai reni e al sistema immunitario. Per questo, in alcuni paesi, l’impiego di otturazioni a base di mercurio su donne in gravidanza e sui bambini sono soggette a restrizioni legali.
Ed è per questo che si stanno studiando soluzioni alternative più sicure per la salute degli oltre 20 milioni di pazienti che ogni anno, in Italia, si rivolgono a un dentista per farsi curare la carie.

 

Vuoi conoscere altri disturbi provocati dall’amalgama dentale a base di mercurio?

Rimozione amalgama dentale

Negli ultimi anni questo tipo di interventi sono diventati sempre più diffusi, grazie alla scienza che nel frattempo è andata avanti e sta permettendo di scoprire soluzioni alternative più compatibili per la salute.

Tuttavia la rimozione dell’amalgama dentale vecchio va fatto in totale sicurezza, onde evitare che sostanze nocive per la salute possano disperdersi nella cavità orale durante la rimozione o persino essere deglutite dal paziente finendo direttamente nello stomaco.

Per questo il metodo più sicuro, utilizzato ormai da tutti gli odontoiatri, è quello dell’aspirazione. Attraverso un aspiratore periorale ad alta portata, dotato di sistema a doppio canale, questo strumento è in grado di aspirare completamente (e in completa sicurezza) l’amalgama dentale precedente e dirottarlo direttamente all’esterno della cavità orale tramite un canale apposito, impedendo che qualunque residuo possa insinuarsi nell’organismo, sia per inalazione che per assorbimento.

 

Vuoi approfondire le tecniche di aspirazione di amalgama dentale?

I costi della rimozione dell’amalgama dentale

Considerata la delicatezza dell’intervento raccomandiamo che prima di effettuare la rimozione dell’amalgama dentale è bene rivolgersi a uno specialista che, dopo aver analizzato da vicino l’otturazione in questione, sia in grado di fornirvi indicazioni chiare e professionali.

Accertatevi, prima di tutto, della natura dell’amalgama dentale che avete in questo momento, ovvero se rientri effettivamente tra le categorie discutibili e se sia davvero necessario rimuoverlo.

Tutti questi fattori possono incidere sul costo della rimozione di un amalgama dentale ma vi risparmieranno una delusione a fine intervento e ulteriori spese causate di un intervento fatto male o con materiale scadente.

Per quanto riguarda il costo di una rimozione dentale (fatta in sicurezza), che include ovviamente la sua sostituzione con materiale biologico e che soddisfa tutti gli standard menzionati sopra, può variare dalle 100 alle 150 euro per dente.

 

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28 Dicembre 2020
Mucosite perimplantare rimedi

 

Negli ultimi anni, per diversi motivi che non staremo in questa sede ad elencare, è diventata sempre più estesa la tecnica dell’impianto dentale, ovvero la sostituzione di un dente naturale con uno costruito ad hoc. 

Per comprendere la ragione per cui può essere abbastanza comune soffrire di mucosite perimplantare a seguito dell’applicazione di impianto dentale, occorre comprendere come viene inserito questo dente artificiale. 

Attraverso una operazione di chirurgia dentale, viene impiantata una vite in titanio nell’osso lì dove antecedentemente vi era posta la radice del dente naturale ormai assente. 

Dopo circa un mese, l’osso sarà diventato un tutt’uno con la vite e, a questo punto, sarà possibile ‘avvitare’ una capsula solitamente di ceramica esattamente uguale a quello che era il dente.

Questa patologia, la mucosite perimplantare, altro non è che un’infiammazione della mucosa accanto all’impianto dentale. È una patologia reversibile se curata in breve tempo ma che può trasformarsi in perimplantite se trascurata.

Quest’ultima patologia, a differenza della prima, è irreversibile e a lungo andare porta alla perdita dell’osso intorno all’impianto dentale.

La mucosite perimplantare non va quindi sottovalutata anche perché recenti studi dimostrerebbero che un 65% degli impianti sviluppa questa infiammazione dei tessuti molli. 

Analizziamo dunque i sintomi di questa infiammazione e i rimedi per curarla. 

I sintomi della mucosite perimplantare 

Come comunemente accade per tutte le infiammazioni gengivali, sintomi possono andare dal semplice arrossamento delle gengive nella zona dell’impianto, al gonfiore della gengiva sino ad arrivare al sanguinamento dei tessuti molli.

Tale sanguinamento potrebbe verificarsi a seguito durante la normale pulizia dei denti con spazzolino, filo interdentale o scovolino oppure avvenire anche spontaneamente.

Non è detto che a tali sintomi sia associato necessariamente il dolore.

 

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Quali sono i rimedi alla mucosite?

Mucosite perimplantare: rimedi

Le infiammazioni dentali sono originate dai batteri presenti nella placca batterica. Per eliminare l’infiammazione occorre eliminare la placca batterica.

È dunque di fondamentale importanza fare attenzione alla igiene orale quotidiana che prevede il lavarsi i denti dopo i pasti principali e organizzare pulizie dei denti regolari presso il proprio dentista. 

Desideri prenotare una pulizia dentale?

L’eliminazione della placca batterica permetterà ai tessuti molli di ritornare ad avere il naturale colore roseo, di non essere più gonfi e smettere di sanguinare. La mucosite perimplantare infatti è facilmente risolvibile. 

Ricordiamo invece che se trascurata l’infiammazione potrebbe attaccare l’osso sottostante all’impianto con conseguente perdita dell’impianto. 

Il detto popolare ‘prevenire è meglio di curare’ è sempre valido e attuale. 

 

 

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26 Novembre 2020
PROBLEMI AI DENTI E MAL DI SCHIENA: CORRELAZIONE E RIMEDI

 

La medicina ci ha abituato a vedere il corpo umano in maniera scollegata: soffri di mal di schiena? Ci si rivolge all’ortopedico; hai mal di denti? In questo caso si va dal dentista; soffri di mal di testa? Si va dal neurologo e via di seguito. Ma in realtà non funzioniamo a compartimenti stagni, o meglio non sempre. 

Numerosi studi recenti stanno dimostrando come siamo un tutt’uno e il dolore che si avverte in una regione del corpo può dipendere da un’altra zona completamente differente. Può essere questo il caso del mal di schiena correlato a problemi dentali.

Vediamo in che modo si verifica questa correlazione.

Mal di schiena e problemi ai denti: le correlazioni

Avvertiamo da tempo un mal di schiena che non ha cause fondate apparenti. A volte oltre a un fastidioso dolore nella fascia dorsale/lombare, soffriamo spesso di mal di testa, rigidità articolare al collo e spalle. Potrebbe essere correlato a un problema di occlusione dentale e viceversa: una cattiva postura può dare problemi persino di deglutizione.

Molto spesso non lo pensiamo ma la mandibola è quella parte del corpo che usiamo più di frequente senza nemmeno rendercene conto. Quando mangiamo, quando parliamo, quando deglutiamo, la mandibola è sempre impegnata. 

Se esiste una malocclusione delle arcate dentali si ripercuoterà sul cranio che cercherà di compensare il dolore intervenendo sulla colonna vertebrale dando origine al tipico mal di schiena.

Quando il problema dipende da situazioni legate all’articolazione termomandibolare e a la malocclusione


Problematiche come il bruxismo (il digrignare i denti durante la notte), altre patologie a livello mandibolare e la malocclusione dei denti, possono essere fortemente correlate sia al mal di testa che insorge soprattutto la mattina quando ci si sveglia e al dolore alla schiena.

Perché non verificare se soffri di una di queste cause? Contattaci

Quando il problema dipende da denti danneggiati e dai denti del giudizio

A volte anche un dente cariato può causare il mal di schiena. In particolare quando ad essere danneggiati sono i denti del giudizio


Attraverso le lesioni che si possono avere in bocca o una carie, i batteri possono entrare nel flusso sanguineo e colonizzare le parti circostanti causando dolore.

I denti del giudizio, infatti hanno delle terminazioni nervose collegate al viso e al cranio e quindi può essere molto probabile avvertire mal di testa o dolori a livello di colonna vertebrale. 

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Una volta parlato in sintesi di quelle che possono essere le correlazioni tra postura e problemi ai denti, vediamo i possibili rimedi.

Mal di schiena e problemi dentali: i rimedi

Se il mal di schiena dipende da una correlazione con il bruxismo, il dentista può intervenire facendo usare al paziente un bite durante la notte per evitare il serrare eccesivo dei denti. In caso di mala occlusione invece occorrerà determinare come intervenire per riallineare la mandibola al fine di risolvere il problema.

Se, invece, il problema del dolore alla schiena dipendesse da una carie ad un dente, specialmente quelli del giudizio, sarà bene intervenire quanto prima per curare il dente e magari fare una cura di antibiotici ad ampio spettro per debellare i batteri che nel frattempo hanno colonizzato il nostro corpo dando luogo a infiammazioni, più o meno fastidiose. 

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9 Ottobre 2020
pulpite dentale

 

Chi non ha sofferto di mal di denti? Non c’è niente di più doloroso. Se in questo momento ne state soffrendo è possibile che abbiate una pulpite dentale. Che cosa significa questo nome? Come ogni parola che in medicina termina con il suffisso -ite- designa un processo infiammatorio (epatite, bronchite). Soffriamo di pulpite infatti quando la polpa dentale è infiammata. Può succedere anche quando si determina una necrosi della polpa dentale ovvero i nervi presenti nella polpa muoiono. Naturalmente ci possono essere diversi tipi di infiammazioni o pulpite, da quelle reversibili a quelle irreversibili, acute(sierose o purulente) e croniche (sierose o iperplastiche).

Quali sono le cause che portano a questo processo di infiammazione? Vediamole insieme.

Cause e sintomi di pulpite dentale

La causa, spesso, radica in una carie dentaria. A motivo di una scarsa igiene orale o imputabile a fattori genetici, i denti possono andare incontro a processi di demineralizzazione dello smalto. Delle sostanze acide prodotte dai batteri presenti nel cavo orale bucano lo smalto e raggiungono la parte più interna del dente chiamata dentina e infiammano la polpa. Ecco iniziata la pulpite.

Naturalmente questa non è l’unica causa che porta all’infiammazione della polpa del dente: la parodontite, può portare allo stesso processo, così come lo sbiancamento dei denti, una masticazione scorretta e altre. 

Vuoi saperne di più? Contattaci

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Una volta definito le cause, osserviamo più da vicino i sintomi di chi soffre di pulpite dentale.

Sintomi della pulpite

Il sintomo più evidente in tutte le manifestazioni, più o meno gravi, di pulpite è il dolore. Dolore che può essere diverso per intensità, durata e intermittenza

Nella fase iniziale dell’infiammazione dentaria, il dolore può essere così lieve da non essere nemmeno avvertito. A volte si ha un leggero fastidio se il dente subisce delle stimolazioni termiche (caldo e freddo) come avviene spesso durante l’ingestione di cibo. Altro sintomo associato alla pulpite è un dolore acuto ma non facilmente localizzabile.

In base al grado di infiammazione, come già citato a inizio articolo, si caratterizzano due tipi di pulpite:

  • quelle reversibili, l’infiammazione della polpa è di lieve entità e, se trattata precocemente, si risolve velocemente; il dolore scompare una volta rimossa la causa;
  • quelle irreversibili, non curate. L’infiammazione produce un processo degenerativo del dente che può sfociare in necrosi dentale. Il dolore dovuto alla pulpite quando raggiunge questo stadio persiste anche una volta rimossa la causa.

La pulpite può passare da sola? Difficilmente un processo infiammatorio può risolversi spontaneamente senza l’intervento del dentista. Il consiglio che, in tutta franchezza, ci sentiamo di darvi è di fare subito una visita di controllo anche se il dolore è lieve. Una radiografia alla pulpite potrà aiutare il dentista a decidere come muoversi per eliminare la causa. Perché è necessaria una radiografia? Perché a volte, come già detto, potremmo soffrire di pulpite ma senza carie originata cioè da traumi, da una parodontite o da una malocclusione dentaria.

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Pulpite in gravidanza: come si interviene

La gravidanza è un periodo meraviglioso sotto molti aspetti ma anche molto impegnativo. Non si possono assumere farmaci potenti, niente anestesie. Ma come muoversi se si soffre di pulpite? Anche in questo caso prendete un appuntamento dal dentista il prima possibile.

Adesso esistono anestesie locali molto lievi che non nuocciono al feto, cosi come radiografie a bassi dosaggi. E comunque il dentista, medico specialista, saprà valutare cosa è meglio fare in base anche al mese di gravidanza in cui è la gestante.

Pulpite rimedi

Se siamo attenti alla nostra dentatura e appena avvertiamo un po’ di dolore andiamo dal dentista, la pulpite si può risolvere con una otturazione del dente se l’infiammazione era dovuta una carie. A volte anche l’eruzione dei denti del giudizio potrebbe causare la pulpite. 

Tuttavia, se permettiamo che l’infiammazione diventi più profonda allora il dentista potrebbe vedersi costretto a devitalizzare il dente o addirittura ad effettuare l’estrazione del dente con pulpite nel caso in cui fosse iniziato un processo di necrosi. 

A volte alcuni manifestano un dolore atroce anche dopo la devitalizzazione del dente. In tal caso è ancor più importante rivolgersi al dentista per capirne l’origine. Di solito dopo una operazione di devitalizzazione il dentista fa ricorso a antibiotici e antiinfiammatori, a volte potrebbe essere necessario prenderli prima per sgonfiare il dolore.

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I rimedi della nonna

Le nonne ne sanno sempre una in più. In questo caso, il rimedio naturale alla pulpite è inserire nel buco del dente un grano di sale che, attirando acqua, diminuisce il dolore. In caso di pulpite infatti l’acqua fresca aiuta a ridurre il dolore. Anche un chiodo di garofano, sempre inserito dove duole, può abbassare l’intensità del dolore essendo un potente disinfettante.

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