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27 Giugno 2025
dentista convenzionato postewelfare servizi a roma
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Chi è un dentista convenzionato? Che cosa è Previmedical? E quali dentisti sono convenzionati con Previmedical? In questo breve articolo risponderemo a queste domande e vi forniremo le informazioni necessarie per valutare la possibilità di rivolgervi a uno dei dentisti convenzionati con Previmedical a Roma per ricevere assistenza.
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26 Marzo 2025
lavarsi i denti
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10 Consigli per Lavarsi Bene i Denti. Guida Completa all’Igiene Orale. Scopri Come Mantenere un’Eccellente Igiene Dentale, Partendo da Casa.
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29 Ottobre 2024
pulizia denti per rimuovere tartaro
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COME ELIMINARE IL TARTARO DAI DENTI

Per eliminare il tartaro dai denti è necessaria una seduta di igiene orale presso il proprio dentista di fiducia. Durante il trattamento, la cui durata è variabile e mediamente compresa tra i 20 e i 45 minuti, a seconda della conformazione dentale e da quanto tempo è passato dalla precedente pulizia, viene effettuata l’ablazione del tartaro (o detartrasi), ovvero la rimozione delle componenti eziologiche che determinano l’infiammazione delle gengive e/o il peggioramento dell’estetica dentale.  
La preoccupazione del paziente non dovrebbe essere “come togliere il tartaro dai denti” quanto piuttosto “come evitarne la formazione”. All’utilizzo delle componenti meccaniche, elettriche o a ultrasuoni necessarie per la pulizia dovrebbero quindi sostituirsi l’utilizzo corretto dello spazzolino, un’igiene orale frequente e l’impiego del filo interdentale. La formazione di tartaro risulta tuttavia inevitabile e fortemente influenzata da diversi fattori quali, a titolo di esempio: la disposizione dei denti nell’arcata dentale la predisposizione del paziente igiene orale effettuata scorrettamente igiene orale non regolare gengive infiammate xerostomia Per questi motivi si rende di solito necessario effettuare regolarmente una seduta per l’ablazione del tartaro e, al contempo, continuare a mantenere buone abitudini di igiene orale. Vediamo quindi nel dettaglio ogni quanto tempo effettuare la pulizia, in cosa consiste la rimozione del tartaro dai denti e gli effetti positivi di una struttura dentale sana.  

OGNI QUANTO TEMPO FARSI TOGLIERE IL TARTARO

L’operazione che consiste nella rimozione del tartaro, in gergo comune denominata pulizia dei denti, andrebbe in condizioni normali ripetuta ogni circa 6 mesi. Se tuttavia si rientra in una delle casistiche sopra menzionate sarebbe bene farsi consigliare dal proprio dentista ogni quanto tempo ripetere l’ablazione.  
La disposizione dei denti può influire molto sulla frequenza in quanto il posizionamento dei denti nell’arcata può favorire l’accumulo di residui di cibo e quindi, a lungo andare, la creazione di tartaro. Denti disallineati (qui spieghiamo come allinearli senza apparecchio) o storti sono difficili da pulire tanto con spazzolini classici quanto con quelli elettrici. Lo stesso vale per il filo interdentale. Anche una scarsa salivazione può velocizzare il processo di formazione del tartaro. La saliva infatti contiene componenti in grado di pulire e proteggere il dente, detergere il cavo orale e rallentare il processo di formazione di placca batterica.  
Un altro importante fattore che incide sulla frequenza della detartrasi è l’igiene orale. Non conta ovviamente solo la frequenza (3 volte al giorno dopo i pasti) ma anche la sua qualità. Il mancato utilizzo del filo interdentale o una tecnica di spazzolamento scorretta possono portare a un accumulo di tartaro tra i denti o sotto le gengive, che possono quindi essere soggette a una più facile infiammazione.   ablazione tartaro dentista professionale roma  

COME VIENE EFFETTUATA L’ABLAZIONE DEL TARTARO

L’ablazione viene effettuata mediante strumenti (o curette) di tipo meccanico, elettronico o a ultrasuoni che rimuovono dalla superficie del dente (sopra ma soprattutto sotto il livello delle gengive) il tartaro accumulato.
Il trattamento è molto comune e del tutto indolore, specialmente se le gengive non sono molto infiammate. Di solito l’igienista comincia dall’ultimo molare, proseguendo poi lungo tutta l’arcata rimuovendo il tartaro tra i denti attigui e quello accumulato sotto le gengive. Una corretta pulizia deve prevedere un intervento su entrambe le facciate, sia quella esterna che quella interna, solitamente più interessata dal fenomeno, data la maggiore difficoltà a pulire i denti lungo il lato interno.
Sovente la pulizia viene intervallata da risciacqui atti a pulire la bocca e far riposare il paziente. Una volta effettuata la seduta, i denti rimangono più “scoperti”, per cui una maggiore sensibilità al caldo e al freddo nei giorni successivi è da considerarsi fisiologica.  

PERCHE’ RIMUOVERE IL TARTARO DAI DENTI FA BENE

Rimuovere il tartaro dai denti è un trattamento fondamentale se si desidera mantenere la propria bocca in una condizione di salute. Il tartaro ignorato può portare il paziente a soffrire diversi tipi di patologia quali, solo a titolo di esempio, parodontite e carie dentali. La costanza nell’igiene orale e nella pulizia dei denti può portare, a fronte di un ragionevole impegno temporale, mentale ed economico cadenzato nel tempo, a un sorriso sano e una salute orale esemplare capace di ridurre i rischi di interventi o trattamenti dentali costosi e di tipo invasivo.  

RIMOZIONE DEL TARTARO A CASA: È DAVVERO POSSIBILE?

Negli ultimi anni il web ha visto proliferare tantissimi tutorial, consigli fai da te e perfino strumenti venduti online per la cosiddetta rimozione del tartaro fai da te. Alcuni utenti, desiderosi di risparmiare tempo e denaro, cercano alternative casalinghe ai trattamenti professionali. Ma si tratta davvero di una strada percorribile? La risposta è no. Rimuovere il tartaro in modo efficace e sicuro è un’operazione che può essere eseguita solo da un dentista o da un igienista dentale qualificato. Il tartaro, essendo una calcificazione della placca batterica, aderisce saldamente alla superficie dentale e, a differenza della placca, non può essere rimosso con spazzolino, dentifricio e collutori. Qualsiasi tentativo casalingo risulterà inefficace, con altissime probabilità di arrecare danni allo smalto, alle gengive e agli spazi interdentali.  

RIMOZIONE TARTARO FAI DA TE: I RISCHI DA EVITARE

Chi prova a rimuovere il tartaro va incontro a lesioni gengivali, abrasioni allo smalto, infezioni batteriche e, nel peggiore dei casi, a una compromissione strutturale del dente. Gli strumenti venduti online come “raschietti dentali”, “scaler dentali” e dispositivi a ultrasuoni economici non hanno nulla a che vedere con l’attrezzatura utilizzata nei centri odontoiatrici e, utilizzati da mani inesperte, possono risultare dannosi. Inoltre, molte di queste soluzioni fai da te si basano su sostanze acide e/o abrasive, come il bicarbonato, l’aceto di mele e il limone, che erodono progressivamente lo smalto, aumentando la sensibilità dentale e facilitando la formazione di carie.  

STRUMENTO RIMOZIONE TARTARO: COSA USANO I PROFESSIONISTI

Durante una seduta professionale, dentista e igienista utilizzano strumenti specifici che non hanno nulla in comune con quelli commercializzati al pubblico. Ablatori a ultrasuoni: strumenti che emettono vibrazioni ad alta frequenza, capaci di disintegrare i depositi di tartaro senza intaccare lo smalto. Curette manuali: strumenti appuntiti in acciaio chirurgico, usati per rifinire la superficie dentale e rimuovere il tartaro più ostinato, specialmente sotto le gengive. Air flow: un getto di acqua, bicarbonato e aria compressa per rifinire la superficie del dente, lucidarlo e rimuovere macchie superficiali. Tutti dispositivi che, combinati con l’esperienza del professionista, consentono un trattamento efficace, sicuro e indolore. Nessuno strumento da banco può replicarne le funzionalità.  

TARTARO SOTTOGENGIVALE: COS’È E COME SI RIMUOVE

Il tartaro sottogengivale rappresenta una delle problematiche più subdole per la salute orale, poiché si forma al di sotto del margine gengivale, in una zona nascosta alla vista e difficilmente raggiungibile con la normale igiene quotidiana. A differenza del tartaro sopragengivale, che si deposita sopra la linea delle gengive ed è spesso visibile come una concrezione dura di colore biancastro o giallognolo, quello sottogengivale si sviluppa in profondità, aderendo saldamente alla superficie delle radici dentali. La sua presenza è spesso silenziosa, non dà sintomi evidenti nelle fasi iniziali e tende a manifestarsi quando il processo infiammatorio gengivale è già in atto.     Il tartaro sottogengivale è composto da batteri mineralizzati, placca, sali di calcio e residui cellulari. L’accumulo deriva da una mancata e/o inefficace rimozione della placca batterica a livello delle gengive: una volta che i batteri si insinuano al di sotto della linea gengivale, iniziano a colonizzare le tasche parodontali, formando depositi duri e tenacemente adesi alla radice del dente. Questo ambiente favorisce un’infiammazione cronica delle gengive, che può sfociare in gengivite e successivamente in parodontite, una condizione degenerativa che, se trascurata, può portare alla perdita dei denti
  Tra i sintomi più comuni che possono far sospettare la presenza di tartaro sottogengivale vi sono sanguinamento gengivale, gonfiore, arrossamento, sensibilità ai cambi di temperatura, alitosi persistente e, nei casi più avanzati, mobilità dentale. La diagnosi certa può essere effettuata soltanto da un odontoiatra o da un igienista dentale attraverso un esame clinico approfondito, spesso accompagnato da una radiografia endorale e dalla misurazione della profondità delle tasche gengivali con una sonda parodontale. 
  La rimozione del tartaro sottogengivale è un’operazione che richiede precisione, esperienza e l’uso di strumenti specifici. Non è una semplice seduta di igiene dentale standard, ma una procedura più articolata e delicata chiamata levigatura radicolare (curettage gengivale). Questa tecnica consiste nel pulire in profondità le superfici radicolari dei denti e le tasche gengivali, rimuovendo non solo il tartaro ma anche il tessuto infetto, la placca e i batteri patogeni. Lo scopo della levigatura è ripristinare un ambiente sano, favorire la guarigione delle gengive e prevenire la progressione della malattia parodontale. 
  tartaro sottogengivale   Gli strumenti impiegati possono essere manuali (come le curette di Gracey) oppure a ultrasuoni, in grado di frammentare e disgregare il tartaro senza danneggiare le strutture dentali. In alcuni casi, per garantire il massimo comfort al paziente, si ricorre all’anestesia locale, soprattutto quando le tasche sono profonde o l’infiammazione è particolarmente estesa. L’intervento può essere eseguito in un’unica seduta oppure suddiviso in più appuntamenti, a seconda della gravità della situazione clinica e della collaborazione del paziente. 
  Nei casi più complessi, oppure in presenza di parodontite avanzata, la levigatura radicolare può essere integrata con il trattamento del parodontologo, un odontoiatra specializzato nelle patologie dei tessuti di supporto del dente. In taluni casi può essere utile anche il ricorso a laser e dispositivi piezoelettrici di nuova generazione, senza dimenticare la possibilità di applicare localmente dei farmaci, per ridurre l’infiammazione e accelerare la guarigione. 
  Una volta rimosso il tartaro sottogengivale, il paziente dovrà adottare una routine di igiene orale quotidiana molto scrupolosa. L’uso corretto dello spazzolino, del filo interdentale e degli scovolini, unito a controlli periodici e sedute di igiene professionale ogni sei mesi (o anche più frequenti nei pazienti a rischio), rappresenta la strategia migliore per prevenire la riformazione del tartaro e mantenere a lungo la salute delle gengive. 
 

QUANTO COSTA RIMUOVERE IL TARTARO?

Il costo della rimozione del tartaro, ovvero della seduta di igiene orale professionale, può variare a seconda di diversi fattori: zona geografica, struttura clinica, durata del trattamento e stato della bocca del paziente. In media il prezzo di una seduta si aggira tra i 60 e i 100 euro, ma può aumentare nel caso siano necessarie più sedute, trattamenti per il tartaro sottogengivale e procedure di igiene avanzata. 
Alcuni studi propongono pacchetti promozionali e piani personalizzati, soprattutto per pazienti con esigenze ricorrenti. È sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato: l’investimento in prevenzione si traduce in un significativo risparmio futuro, evitando interventi più invasivi e costosi.  

COME PRENDERSI CURA DEI DENTI DOPO LA RIMOZIONE DEL TARTARO

Dopo una seduta di ablazione del tartaro, i denti appaiono più lisci, più chiari e visibilmente più puliti. È il momento migliore per instaurare e rafforzare buone abitudini quotidiane, così da ritardare la formazione di nuovi depositi. Ecco alcune buone pratiche da seguire: Spazzolamento corretto: due o tre volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide, preferibilmente elettrico. I movimenti devono essere delicati ma efficaci, seguendo un angolo di 45° rispetto al margine gengivale. Filo interdentale o scovolini: strumenti essenziali per rimuovere i residui di placca tra dente e dente, dove lo spazzolino non arriva. Dentifrici specifici: formulati con fluoro o principi attivi anti tartaro che rinforzano lo smalto e rallentano la mineralizzazione della placca. Collutori antibatterici: utili per contenere la carica batterica, da usare in cicli periodici sotto indicazione del dentista. Alimentazione equilibrata: limitare zuccheri, alcol e bevande acide, che alterano il pH orale e favoriscono la placca. Controlli regolari: almeno due volte all’anno, per monitorare lo stato di salute di denti e gengive. L’igienista può inoltre suggerire l’utilizzo di spazzolini interdentali, puliscilingua e test disclosing per evidenziare la placca, per una routine domestica più consapevole.  

PERCHE’ NON RIMANDARE LA RIMOZIONE DEL TARTARO

Ignorare il tartaro significa aprire la porta a un’escalation di patologie che possono compromettere la salute dell’intero cavo orale. Il tartaro, a differenza della placca, è una struttura calcificata che non solo aderisce alla superficie dentale, ma penetra sotto le gengive, favorendo l’infiammazione cronica.
A lungo andare tale processo può causare problematiche quali recessione gengivale, mobilità dentale, alitosi cronica, infezioni batteriche profonde e persino la perdita del dente. Nei casi più avanzati, può rendersi necessario un trattamento parodontale complesso, con curettage, interventi chirurgici e ricostruzioni protesiche.
Effettuare regolarmente la rimozione del tartaro è quindi una strategia preventiva semplice ma potentissima, in grado di garantire salute, estetica e funzionalità al sorriso.  

AFFIDATEVI SEMPRE AL PROFESSIONISTA

Le cure domiciliari sono fondamentali, ma non possono sostituire la competenza del dentista o dell’igienista dentale. Ogni bocca è diversa e presenta esigenze specifiche: ciò che può andare bene per un paziente giovane potrebbe non essere indicato per un paziente adulto con patologie parodontali.
Per questo motivo è essenziale affidarsi a chi possiede competenze, strumenti professionali e una visione clinica completa. Evitare il fai da te, respingere soluzioni rapide e scegliere la via della prevenzione significa proteggere il proprio sorriso e il proprio benessere generale.
La salute orale è strettamente collegata a quella sistemica. Gengiviti trascurate e infezioni dentali croniche sono associate a malattie cardiovascolari, diabete, patologie respiratorie e complicanze in gravidanza.
Rimuovere il tartaro in uno studio dentistico, almeno due volte l’anno, è un gesto semplice, efficace e alla portata di tutti. Basta prenotare una seduta di igiene orale professionale, lasciarsi guidare da mani esperte e godere fin da subito della piacevole sensazione di una bocca pulita, sana e protetta.
Ci puoi trovare a Via Cesare Maccari, 265, 00125 Roma RM. Prenota una prima visita gratuita per esaminare la tua salute orale!
 
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