
L’endodonto è la parte interna del dente, è la cavità che contiene la polpa con i vasi sanguigni e i nervi e si estende dalla camera centrale fino ai canali che si prolungano nelle radici. Quando la carie non viene curata in tempo può succedere che approfondendosi vada a coinvolgere la parte vitale del dente provocando dolore intenso.
Anche in seguito a traumi accidentali può avviene un passaggio di batteri all’interno della polpa e si rende necessaria una terapia canalare (anche nota come “devitalizzazione”) che consiste nella rimozione della polpa e nella disinfezione e sigillatura di tutto il sistema canalare per prevenire una futura infiltrazione batterica e prevenire danni al parodonto. Tutte le terapie endodontiche vengono eseguite previa anestesia locale del dente coinvolto, in modo che il trattamento sia indolore.
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Situato nel quartiere Acilia, zona Roma Sud, lo Studio Dentistico della Dott.ssa Cristina Greco offre trattamenti endodontici all’avanguardia con un approccio che unisce competenza, tecnologia e attenzione al paziente. Nato nel 2008 con l’intento di rendere accessibili cure odontoiatriche di alta qualità a prezzi competitivi, lo studio oggi è un punto di riferimento nella Capitale. Grazie a un team di medici odontoiatri altamente specializzati, ogni trattamento endodontico viene pianificato e realizzato con la massima precisione, garantendo risultati duraturi e un’esperienza priva di disagi.
L’endodonzia è una branca molto delicata dell’odontoiatria e richiede esperienza, strumentazione dedicata e una corretta diagnosi. Presso lo studio è possibile effettuare una prima visita gratuita con valutazione radiografica e discussione del piano terapeutico, per individuare con chiarezza il problema e proporre la soluzione più efficace. L’approccio multidisciplinare consente inoltre di affrontare anche i casi più complessi con serenità, integrando la cura endodontica con eventuali interventi successivi di tipo protesico o conservativo.
Endodonzia: significato e finalità del trattamento
Il termine endodonzia deriva dal greco: “endo” significa “interno”, mentre “odon” vuol dire “dente”. Indica quella parte dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie della polpa dentale e dei tessuti periradicolari. L’obiettivo principale è salvare il dente compromesso: viene rimosso il tessuto pulpare infetto o infiammato, poi si sanificano i canali radicolari, che vengono sigillati in modo permanente per evitare recidive.
Si tratta di una terapia conservativa, poiché consente di mantenere in bocca un dente che altrimenti andrebbe estratto. A differenza di altri trattamenti, l’endodonzia non è rivolta all’estetica ma alla funzionalità e alla salute strutturale del dente. Quando eseguita correttamente, può garantire la stabilità dell’elemento dentale per molti anni, permettendo al paziente di continuare a masticare e sorridere senza fastidi.
Strumenti per l’endodonzia: tecnologia e precisione
Nel corso degli anni, l’endodonzia ha compiuto enormi progressi grazie all’introduzione di strumenti sofisticati e all’impiego di microscopi operatori. Oggi il trattamento canalare non si basa più solo sulla manualità dell’operatore, ma anche sull’utilizzo di lime endodontiche in nichel-titanio, motori endodontici a rotazione controllata, sistemi di irrigazione attivata e strumenti ottici ad alto ingrandimento.
Il trattamento si svolge in più fasi. Dopo l’isolamento del campo operatorio con la diga di gomma, si accede alla camera pulpare e si esplora il sistema canalare. L’intera procedura richiede grande precisione, soprattutto nella detersione meccanica e chimica dei canali, spesso complessi e ramificati. I moderni sistemi di misurazione elettronica dell’apice permettono di determinare con esattezza la lunghezza del canale, mentre il riempimento avviene mediante guttaperca termoplastica e sigillanti biocompatibili.
Come si fa un trattamento endodontico?
Il trattamento endodontico è composto da diverse fasi ben definite. Dopo un’accurata diagnosi e una radiografia endorale, il dentista procede con l’anestesia locale: l’area operativa viene isolata per impedire la contaminazione da saliva, poi viene aperto un varco nel dente per accedere alla camera pulpare e ai canali radicolari.
Segue la rimozione della polpa infetta e la sagomatura dei canali con strumenti endodontici, accompagnata da irrigazione con soluzioni disinfettanti. Una volta completata la detersione, i canali vengono asciugati e sigillati con materiali idonei. Il dente può essere chiuso provvisoriamente o definitivamente, a seconda delle condizioni cliniche e della valutazione del professionista.
In alcuni casi è necessaria una seconda seduta, soprattutto in presenza di infezioni complesse o ascessi periapicali. Una volta completata la terapia, il dente viene ricostruito mediante otturazione o incapsulato con una corona, per ripristinare funzionalità e resistenza masticatoria.
Quanto costa una devitalizzazione?
Il costo di un trattamento endodontico varia in base al numero di canali da trattare, alla difficoltà anatomica del dente e alla tecnologia utilizzata. Generalmente, per un dente monoradicolato (come gli incisivi) il costo si aggira tra 150 e 250 euro, mentre per i premolari può arrivare a 300-400 euro. Nei molari, più complessi per struttura e numero di canali, il costo può superare i 500 euro.
| Trattamento | Prezzo medio |
|---|---|
| Trattamento endodontico su dente monoradicolato (incisivi) | 150 – 250 € |
| Trattamento endodontico su premolari | 300 – 400 € |
| Trattamento endodontico su molari | oltre 500 € |
Presso lo Studio della Dott.ssa Cristina Greco, l’approccio è orientato alla trasparenza: dopo la visita iniziale gratuita, viene presentato al paziente un piano di trattamento chiaro e completo di costi e tempistiche. Questo permette di affrontare la cura in modo sereno e consapevole, senza sorprese o spese inattese.
Cosa succede durante un trattamento endodontico?
Durante una devitalizzazione, il paziente non avverte dolore grazie all’anestesia locale. Al massimo si può percepire una leggera pressione o qualche fastidio dovuto al tempo in poltrona. La durata del trattamento varia: per un dente semplice può bastare una seduta, mentre per casi più complessi sono necessarie due o tre sedute distanziate.
Dopo il trattamento, è possibile avvertire una lieve sensibilità destinata a scomparire in pochi giorni. In rari casi può comparire un leggero gonfiore, facilmente gestibile con una terapia antinfiammatoria. Il dente trattato resta in bocca e, se correttamente ricostruito e mantenuto, può durare tutta la vita.